martedì 29 giugno 2010

L'antico profumo di gelsomino - Irene Pecikar

Trama

Sofia, dopo un periodo di studio in Inghilterra, ritorna a Duino per festeggiare la sua laurea in archeologia.
Alla festa di laurea ritrova Riccardo il suo ex fidanzato e Carol, la sua migliore amica in crisi con il marito. Da qualche tempo Andrea, il marito di Carol, si comporta in maniera strana, si allontana senza dar spiegazione ed è nervoso con tutti. Carol è sicura di essere tradita e non sa che fare. Sofia vuole aiutarla e decide di pedinare Andrea con l'aiuto di Riccardo, ma si trova coinvolta in un intrigo pericoloso e ricco di colpi di scena. Di chi si potrà fidare ora, che nulla è come sembra? E chi sarà l'artefice misterioso dei messaggi al profumo di gelsomino?

Recensione

Romanzo di esordio di Irene Pecikar, "l'antico profumo di gelsomino" è un giallo/rosa da leggere tutto d'un fiato.
La trama è scorrevole e avvincente.
Sofia è una ragazza che crede nei valori dell'amicizia e dell'amore, è un bel personaggio, all'inizio è timida ma con il passare del tempo diventa sempre più determinata e sicura di sè.
Belle le ambientazioni: da Duino all'isola d'Elba, l'India, la Grecia e poi Venezia...
Una lettura piacevole.

Autrice: Irene Pecikar
Titolo:  L'antico profumo di gelsomino
ISBN-10: 8854606855
ISBN-13: 9788854606852
Editore: Ibiskos Editrice Risolo

lunedì 28 giugno 2010

L'errore di Cronos - Barbara Risoli


Introduzione

La Mitologia Greca è un insieme di leggende e pratiche rituali, riguardanti gli dei immortali dalle sembianze e sentimenti umani.
Si sviluppa pienamente tra il IX e l'VIII secolo a.C., nel periodo in cui comparvero l'Iliade e l'Odissea di Omero e la Teogonia di Esiodo. La cima dell'Olimpo era considerata la dimora degli dei e su tutti governava Zeus, il signore degli dei (dopo aver detronizzato il padre Crono, il dio del tempo). Gli altri undici dei principali erano Afrodite, Apollo, Ares, Artemide, Atena, Demetra, Efesto, Era, Ermes, Estia e Poseidone...

Nel 2008 l'autrice Barbara Risoli ha pubblicato “l’errore di Cronos", il primo romanzo di una trilogia fantasy dedicata al magico mondo degli dei e degli eroi...

Trama

Zaira, una ragazza romana degli anni ottanta, si risveglia in un luogo sconosciuto. Dopo aver pensato ad uno scherzo incontra un uomo che "indossa un chitone e schinieri aurei con due piccole ali stranamente animate", lo sconosciuto si presenta come Ermes, messaggero degli dei.
Ermes le comunica che si trova nel passato, nel 1.200 a.C., e precisamente in Grecia, nella Focide, regione di Delfi.
Dopo aver attraversato la foresta, trova la città di Astos e viene ospitata alla corte di re Dunamis, un uomo bellissimo e crudele.
La leggenda dice che "il suo cuore è stato divorato da un lupo" e che la dea Artemide lo protegge...
Dopo i primi giorni di angoscia, Zaira scopre una predizione dell'oracolo di Delfi, che riguarda lei e il re...

«Verrà da lontano l’amazzone figlia del futuro ed il regno di colui che crebbe tra i lupi cadrà e tu sarai un re solo. Perderai la tua battaglia e sarà la tua prima sconfitta. Lei non avrà arma letale in pugno ed alcuna ferita lacererà le tue carni»

Zaira inconta il re, ed è subito odio/amore fra i due...ma Zaira dovrà affrontare molte prove per sopravvivere e ritrovare la strada del ritorno nel proprio tempo...

Recensione

Una fanciulla venuta dal futuro, destinata a distruggere un regno, un re crudele e spietato che non può far niente contro la freccia di Eros e gli dei dell'olimpo che s'intromettono nella vita dei mortali litigando fra loro...
E' un bel fantasy con un'insolita ambientazione, la Grecia classica.
La trama è ben congeniata e i personaggi sono molto interessanti, Dunamis su tutti.
Mi sono piaciute le descrizioni dei luoghi e le apparizioni di personaggi "famosi" (come Omero).
Si vede che l'autrice è un'appassionata di storia classica e mitologia greca, perchè ha descritto benissimo la devozione dei protagonisti nei confronti degli dei (i Greci erano molto timorosi nei confronti dei loro dei e sapevano che sarebbero stati puniti severamente se non avessero mostrato umiltà e devozione) e la resa all'inevitabilità del fato, sentimenti che Zaira non riesce a condividere, perchè estranei al suo modo di pensare.
Sono curiosa di leggere il seguito.

Autrice: Barbara Risoli
Titolo: L'errore di Cronos
ISBN-10: 8861200915
ISBN-13: 9788861200913
Editore: Runde Taarn

sabato 26 giugno 2010

“Il Libro Eterno” intervista: Salvatore Tribastone

Salvatore Tribastone nasce a Ragusa nel 1977 dove trascorre la sua vita.
Nel 2006 legge per la prima volta un romanzo di genere fantasy (Eragon ed Eldest di C. Paolini) che lo colpisce in modo particolare. Fino ad allora, il fantasy era per lui qualcosa di piuttosto astratto, apprezzato al cinema o in televisione, ma mai sui libri.
Da quel momento, però, tale genere rientra tra le sue letture preferite: si tuffa, così ne Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien e Le Cronache di Narnia di Lewis ed in attesa di leggerne di nuovi. Il suo più grande sogno è poter continuare a sognare... per sempre.

Nel 2009 pubblica “Avalost – la scoperta” il primo libro di una trilogia fantasy di stampo classico (la mia recensione la trovate qui)

Salvatore è stato così gentile da rispondere alle domande di questa intervista.


Ciao Salvatore e benvenuto nel blog “il libro eterno”, ti va di presentarti ai lettori?

Ciao a te e ai tuoi lettori. Grazie per il benvenuto. Se mi va di presentarmi? Certo. Mi chiamo Salvatore, Salvo per gli amici, e mi ritengo una persona versatile e amante di fare tutto ciò che la fa stare bene e che fa stare bene gli altri (nei limiti del lecito, ovviamente). Vivo a Ragusa, nella zona storica della città che spesso utilizzo come modello per creare il luoghi dei miei romanzi. Lavoro come consulente finanziario e il mio lavoro mi appassiona da morire. Amo moltissimo scrivere (e leggere), benché non mi interessi diventare uno “scrittore famoso”. Scrivo per passione, perché mi piace farlo, scrivo ciò che mi piacerebbe leggere e, meglio, vivere.


Vuoi parlarci del tuo romanzo “Avalost – la scoperta”?

Avalost – La Scoperta è il primo libro che compone la Trilogia di Avalost. È il mio romanzo di esordio, quello che ho scritto per primo, prima di qualsiasi altra storia. Sono molto legato a tutto ciò che verte questo mio scritto per il fatto che è nato come un’opera che dava sfogo ai miei più intimi valori e ideali, in un momento della mia vita particolare durante la quale Avalost e gli altri personaggi mi hanno aiutato a “vivere senza disperarmi”.


Quali sono state le tue ispirazioni per i personaggi, l’ambientazione e la trama?

Dunque, per quanto riguarda i personaggi mi sono inizialmente ispirato a me e ai miei più cari amici, tanto che i nomi che si incontrano sono, per la maggior parte, anagrammi di nomi reali. Faccio un esempio: Avalost (in realtà il titolo originale era Avalost Re, ma poi lo cambiai per motivi di trama) deriva da Salvatò (come alcuni amici mi chiamano) e Avalost Re (il titolo originale) è l’anagramma del mio nome completo. Ve ne sono altri che non sto qui a riferire per evitare anticipazioni.
Anche il carattere di tali personaggi è ispirato alle persone a me vicine e anche le vicissitudini che si incontrano sono semplicemente una trasposizione in chiave fantasy di qualcosa che è accaduta davvero. Dopo, quando mi sono addentrato sempre di più nella storia, i personaggi nascevano perché lo richiedeva la stessa trama. Era come se io fossi soltanto lo strumento di una volontà superiore che mi imponeva di scrivere ciò che essa dettava.
Per quanto riguarda l’ambientazione posso dire che in taluni casi mi sono ispirato al centro storico della mia città, dove vivo io. Sono un appassionato del medioevo, soprattutto del medioevo di queste zone, e dell’architettura e dell’urbanistica di quei tempi. Pertanto le città sono state descritte seguendo questo filone pur senza addentrarmi troppo nei particolari tecnici. Per fare un esempio, Hereon, la città principale, è stata “creata” seguendo le linee di quello che fu un tempo Ragusa (prima che un disastroso terremoto nel 1693 la radesse quasi completamente al suolo). Lo stesso nome della città è ricalcato sull’antico nome greco di Ragusa (Hybla-Herea)
Le ambientazioni della natura, i paesaggi e tutto il resto sono semplicemente il frutto della fantasia di un vecchio “seguace” di Quark.
La trama: come dicevo poco prima, la trama inizialmente è partita ispirandomi a fatti veri poi ho scritto come se un’entità superiore mi dettasse, facendole uscire dal mio intimo, tutte le cose da scrivere. La maggior parte del primo libro è stata scritta di getto e ciò che posso dire qui è che in esso io ho impresso tutto ciò che è il mio “essere”, i miei valori, i miei ideali.


Come giudichi il panorama del fantasy in Italia?

Sinceramente giudico il panorama di questo genere letterario in modo negativo. Ma il motivo non è quello che a prima lettura potrebbe suggerire la mia affermazione. Lo vedo negativo perché, per prima cosa, non ci sono molti editori grossi che manifestano l’intenzione di portare avanti qualche bravo autore del nostro paese. Il grande editore si rivolge molto di più agli stranieri, ai già affermati. Questo è un grave danno. Dall’altro lato ci sono centinaia e centinaia di aspiranti “scrittori famosi” i quali, non essendo in grado di scrivere davvero buoni libri, finiscono per generare un’idea negativa nei confronti sia del genere, ma soprattutto del genere fantasy prodotto in Italia, sia da parte degli editori sia da parte dei lettori. L’argomento è veramente vasto per poterlo approfondire in un’intervista. Ma per concludere, voglio aggiungere che ho avuto la fortuna di leggere autori italiani davvero in gamba, che non hanno nulla da invidiare alla Rowling o a Paolini, che sono migliori della Troisi e così via. Purtroppo, però, sono autori che restano nascosti, velati ai più dai loro antagonisti più famosi, dai pregiudizi dei lettori e dalla scarso interesse dei grandi editori.


Come mai hai deciso di pubblicare il tuo romanzo con il “print on demand” (stampa su richiesta)?

Speravo mi facessi questa domanda. Quando cominciai a scrivere il romanzo e fui sul punto di completarne la prima stesura, lo consegnai a qualche amico appassionato del genere, per leggerlo. Era stato un gioco per me, nulla di più, non avevo neppure il pensiero di pubblicare. Ma quando cominciai ad avere i primi pareri positivi provai ad ascoltare i suggerimenti: “Perché non lo mandi a un editore e non lo pubblichi?”. Iniziai così l’iter a cui si affaccia ogni esordiente. Purtroppo, però, non sempre si trova dall’altra parte un vero riscontro. Nel frattempo continuavo a farlo leggere in giro, anche ai non amanti del genere. Il giudizio era sempre positivo (con, ovviamente, i dovuti suggerimenti). Così mi convinsi che il mio romanzo valeva qualcosa. Ma non avevo conoscenze nel settore. Il piccolo editore non soddisfaceva alle aspettative che avevo sul libro, gli editori a pagamento li ho esclusi a priori. Così mi sono detto: “Se mi scegliesse un piccolo editore, per quanti sforzi possa fare, il mio libro non avrebbe ciò che voglio e, comunque, dovrei sempre occuparmi io di presentazioni e quant’altro (non avendo però “in mano” alcun potere decisionale sulla tua opera). Il grosso editore me lo scordo perché non conosco nessuno… tanto vale che ci pensi io, così come l’ho scritto, farò l’editing, lo pubblicherò da solo”: Così, dopo le fasi di editing durante cui mi ha aiutato molto un’amica davvero in gamba (potrebbe fare l’editor a mio avviso) ho inserito il libro in un portale Print on Demand (footprint). Infine mi sono rivolto a ilmiolibro.it mediante cui, a breve, il libro sarà anche disponibile in tutte le librerie La Feltrinelli.


Dove possiamo acquistare il tuo libro?

Come dicevo sopra il libro può essere acquistato innanzitutto su http://www.ilmiolibro.it/ ( la vetrina: http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=373091)
Richiedendolo direttamente a me (mail: avalost@libero.it)
Presso la libreria Ubik di Ragusa Ibla
Presto il libro sarà presente anche nelle principali librerie on line (tipo ibs.it) e sia nei negozi che sui siti La Feltrinelli.


Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Dal punto di vista letterario il progetto principale è sempre quello di saper scrivere sempre meglio e in modo sempre più coinvolgente, ma la cosa che più mi farebbe felice è che ciò che scrivo possa essere letto da quante più persone possibili.



Ps: (extra intervista). mi permetti di segnalarti una mia iniziativa? Ho creato un forum all’interno del quale c’è una parte “segreta” a cui solo gli iscritti a un gruppo del forum stesso possono accedere. La parte segreta contiene l’iniziativa: sto scrivendo un romanzo mentre dei lettori assistono alla sua stesura. Per loro è come se si trovassero dentro la mia testa, come se vedessero la mia stessa fantasia. Se vogliono possono darmi consigli, suggerimenti, o anche solo assistere. Se vuoi puoi segnalare l’iniziativa nel tuo blog (il forum è http://libriliberi.forumup.it/) .

Ti ringrazio per l’intervista, a presto.

Grazie a te Salvatore, questo è il booktrailer di Avalost
 

giovedì 24 giugno 2010

Cave Canem - Danila Comastri Montanari

Da qualche anno si è affermata una variante del giallo-poliziesco tradizionale: il giallo storico.

Il giallo storico è ambientato in un arco temporale estremamente vasto rispetto al periodo in cui è stato scritto. La parte fondamentale di questo tipo di mistery non è tanto la trama, quanto "l'ambientazione storica" stessa, che può spaziare dall’Antico Egitto alla Grecia antica, dalla Roma classica al Medioevo, ecc…
A partire dal 1990, Danila Comastri Montanari, un insegnante con la passione per le civiltà antiche e il mistery, pubblica una serie di gialli storici incentrati sulla figura di Publio Aurelio Stazio, senatore della Roma Imperiale di Claudio (metà I sec. d.C.).
Al momento sono stati pubblicati 15 romanzi : Mors tua, In corpore sano, Cave canem, Morituri te salutant, Parce sepulto, Cui prodest?, Spes ultima dea, Scelera, Gallia est, Saturnalia, Ars moriendi - Un'indagine a Pompei, Olympia - Un'indagine ai giochi ellenici, Tenebrae, Nemesis, Dura Lex.

Cave Canem è la terza avventura del patrizio romano.

Recensione

Lago d’Averno 44 d.C

Dopo aver trascorso la villeggiatura a Baia, il senatore romano Publio Aurelio Stazio e l’amica Pomponia, vengono ospitati nella villa di Gneo Plauzio, un plebeo che ha fatto fortuna col commercio del pesce all’epoca delle guerre civili.
La villa si trova sul lago d’Averno, alle soglie degli inferi, dove il mitico Enea era disceso per la sua visita ai morti e la prima Sibilla forniva responsi e predizioni. Sul pavimento d'ingresso, i visitatori vengono accolti da un mosaico raffigurante un cane, cave canem (attenti al cane).
All’arrivo, il senatore ha una brutta sorpresa, il figlio di Gneo, Plauzio Attico, è stato trovato cadavere la notte precedente nella peschiera delle murene.
Publio Aurelio viene invitato a trattenersi per fare da testimone alla stesura di un nuovo testamento, e apprende da Paolina, la nobile moglie di Gneo Plauzio, che sulla famiglia grava una maledizione: si tratta di una predizione ritrovata da Paolina tra i gioielli della prima moglie di Gneo, che si recava spesso a consultare la Sibilla Cumana...

Avvizziscono i rami degli alberi
piantati nel giardino.
Pesci, uccelli e insetti
ne fanno marcire i frutti.
Ma il pruno dell'orto
fecondato dallo stesso polline,
dissestato dalla stessa acqua,
cresce rigoglioso
e tutta la casa si nutre dei suoi frutti.

Ben presto avviene un nuovo delitto e Aurelio inizia ad indagare...

Una villa costruita sugli inferi, un omicidio misterioso e una maledizione che grava sulla famiglia... ci sono tutti gli ingredienti per un giallo misterioso e avvincente.
Publio Aurelio è un senatore che ama la bella vita e le belle donne, e grazie al suo ingegno (e all'aiuto del suo fido Castore) riesce sempre a risolvere i casi in cui è coinvolto.
E' un romanzo che associa una trama intrigante ad una ricostruzione storica molto accurata.
Da leggere tutto d'un fiato!!!


Autrice: Danila Comastri Montanari
Titolo: Cave Canem
Editore: Hobby & Work
Codice EAN: 9788878518780


martedì 22 giugno 2010

Il giorno della civetta - Leonardo Sciascia

Sicilia 1960.  Il presidente di una piccola compagnia edilizia, Salvatore Colasberna, viene ucciso alla fermata dell'autobus con due colpi d'arma da fuoco.
Le indagini vengono affidate al capitano Bellodi, comandante della compagnia di C., emiliano di Parma, ex partigiano e destinato a diventare avvocato.
Bellodi interroga la gente presente al momento dell'omicidio, ma nessuno ha visto niente. Vengono interrogati anche i parenti del morto ma mantengono i loro segreti.
A questo punto compare un nuovo personaggio, Parrinieddu detto "il confidente", l'informatore della polizia che rivela due nomi: La Rosa e Rosario Pizzuco.
Il Capitano si rende conto che fra la scomparsa di Paolo Nicolosi, avvenuta la stessa mattina dell'omicidio, e il delitto c'è una relazione. La moglie del Nicolosi rivela a Bellodi, che il marito prima di scomparire aveva visto un suo conoscente "il zicchinnetta". Il capitano scopre che è un certo Diego Marchica, che viene subito arrestato. Parrinieddu capisce subito che la sua vita non durerà più di un giorno. Così invia una lettera dove sono denunciati i nomi dei colpevoli: Pizzuco e il potente Don Mariano Arena. Don Mariano viene arrestato, e al capitano Bellodi afferma che al mondo esistono cinque razze di uomini: gli uomini, i mezzi uomini, gli ominicchi, i pigliainculo e i quaquaraqua. Don Mariano con questa frase fa capire al commissario la sua potenza di mafioso.

Io - proseguì poi don Mariano - ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, che mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini. E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più in giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre. Lei, anche se mi inchioderà su queste carte come un Cristo, lei è un uomo...

Conosciamo gli assassini, il mandante e il movente, ma la giustizia non seguirà il suo corso...

Sciascia è stato il primo a scrivere un romanzo sulla mafia, fino al 1961 esistevano solo dei saggi e alcune opere teatrali.
Il romanzo è molto intenso (anche se breve), ma quello che mi ha davvero colpito è stato il comportamento del Governo degli anni 60, che nonostante le prove evidenti del fenomeno "mafia", continuava a negarne l'esistenza, e addirittura la definiva come una "fantasia dei socialcomunisti", (e pensare che due anni dopo sarebbe entrata in funzione una commissione parlamentare d'inchiesta sulla mafia).
Non ha la struttura del giallo tradizionale (omicidio-indagini-risoluzione del caso), a metà romanzo conosciamo i colpevoli, in realtà la storia è una denuncia contro lo strapotere della mafia e contro l'omertà dei cittadini, tanto che Sciascia nella nota finale di una edizione anni settanta, ammette di aver tolto molte parti del romanzo, per
"parare le eventuali e possibili intolleranze di coloro che dalla mia rappresentazione potessero ritenersi, più o meno direttamente, colpiti. Perchè in Italia, si sa, non si può scherzare nè coi santi nè coi fanti: e figuriamoci se, invece di scherzare, si vuol fare sul serio."

Assolutamente consigliato.

Autore: Leonardo Sciascia
Editore: Adelphi
EAN: 9788845916755

sabato 19 giugno 2010

Avalost "la scoperta" - Salvatore Tribastone

Introduzione
Il fantasy è un genere letterario, nato nell’ottocento, i cui temi fondamentali sono il mito e la fiaba.
In Italia ha sempre vissuto fasi alterne, considerato da molti come sottogenere letterario, si è sviluppato lentamente, dopo il boom della fantascienza negli anni settanta-ottanta.
Per anni, i romanzi fantasy sono stati importati dai paesi anglosassoni, ma da qualche tempo si producono anche in Italia, grazie ad autori noti come Valerio Evangelisti, Licia Troisi, ecc. e nuove promesse del panorama letterario italiano.
"Avalost - La scoperta" è il romanzo di esordio di Salvatore Tribastone, primo libro di una trilogia fantasy, ambientata in un magico mondo popolato da elfi, streghe, maghi e orchi.

Dalla prefazione dell'autore
Questo libro, primo di una trilogia, parla di un mondo incantato, di protettori del bene, di un giovane eroe. Di Elfi, Nani e Stregoni, di una lingua dimenticata che conserva ancora tutto il potere della magia buona degli Alti Elfi. E ancora, di magia bianca che si contrappone alla nera, di bene che si contrappone al male; di un re malvagio che vuole a tutti i costi opprimere il mondo e dell’eroe che gli si oppone con l’aiuto di un grande
potere che in lui stesso ha vita.
Avventure, battaglie, viaggi e incantesimi si mescolano al forte senso di lealtà, fiducia, amicizia, al coraggio e al valore dell’onestà. Luoghi incantati si alternano al mondo reale e il magico si intreccia a ciò che non lo è.

Trama
Nella terra di Ellaniah, il villaggio di Dolün è stato distrutto dagli Hür, orchi crudeli provenienti dall’est.
Avalost, un ragazzo di sedici anni, ha appena assistito alla morte del padre e vaga disperato fra le case in rovina, alla ricerca di Eronic, il fratellino scomparso.
Il padre Ador, prima di morire gli ha affidato il compito di proteggere Eronic:

Promettimi Avalost, anzi, giurami, che avrai cura di tuo fratello, che non lo lascerai mai da solo, che sarai per lui come un padre e non permettere a nessuno di separarvi, mai!..
Ma Eronic, sembra disperso e Avalost non riesce a trovarlo in nessun luogo...
Dopo aver perso i sensi, il ragazzo si risveglia nella casa di Utrih, un posto magico dove il tempo non esiste, e scopre un’antica profezia che annuncia la nascita di una nuova razza, l’unica in grado di salvare il regno di Tutti i Popoli dall’oscurità.
Avalost decide di ritrovare il fratello scomparso; lascia la casa di Utrih e inizia la sua avventura...

Recensione
Il romanzo mi è piaciuto, è scorrevole e avvincente.
Salvatore Tribastone è riuscito catapultarmi in un mondo magico e fantastico, dove sono riflessi i sentimenti del mondo reale (positivi e negativi), l’amore fraterno, la potenza dell’amicizia, il rispetto, e l’eterna lotta tra il bene e il male.
La trama è ben articolata (e non era semplice incastrare tutte le parti della storia), i personaggi sono descritti bene, Avalost su tutti (si può dire che il suo è un viaggio di formazione).
Le descrizioni dei paesaggi e delle ambientazioni, sono molto particolareggiate.
E' un bell'inizio e aspetto il seguito!!!

Autore: Salvatore Tribastone
Anno di pubblicazione: 2009
Numero pagine: 344


 

venerdì 18 giugno 2010

E' morto lo scrittore Josè Saramago

Portoghese, aveva 87 anni. Fu premio Nobel per la letteratura

MADRID

È morto lo scrittore portoghese Josè Saramago. Aveva 87 anni. Saramago è spirato nella sua casa di Lanzarote, a causa di una leucemia cronica. Il decesso è avvenuto oggi intorno alle ore 13. Al suo capezzale c'era la moglie Pilar del Rio. Aveva passato una notte tranquilla e fatto colazione. Poi si è sentito male.

Poeta, romanziere e giornalista, Saramago è stato l'unico autore di lingua portoghese ad avere ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura. Saramago nacque nel 1922 ad Azinhaga, primogenito di una povera famiglia contadina che tre anni dopo si trasferì a Lisbona: trascorse l'infanzia lavorando per mantenere al famiglia, dopo essere stato costretto ad abbandonare la scuola. Il suo primo romanzo - che non ebbe successo - fu "Terra do pecado", pubblicato nel 1947; dopo trent'anni di silenzio, segnato però dalla pubblicazione di alcuni libtri di poesie e dalla pratica del giornalismo, uscì "Manuale di pittura e calligrafia", vero inizio di una carriera letteraria riconociuita internazionalmente con "L'anno della morte di Ricardo Reis" (1984) e culminata nel Premio Nobel concessogli nel 1998.

Ateo confesso, ebbe problemi con il governo portoghese che rifiutò di presentare il suo "Vangelo secondo Gesù Cristo" al Premio Letterario Europeo, abbandonando per protesta il Paese e tarsferendosi a Lanzarote.

http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/249192/

martedì 15 giugno 2010

“Il Libro Eterno” intervista: Massimo Junior D'Auria

Massimo Junior D’Auria è nato a Napoli il 6 Novembre del 1989.
Nel 2008 si è diplomato al “Liceo polispecialistico Gandhi” di Casoria, dove ha conseguito la maturità scientifica.
Attualmente è iscritto a Lettere Moderne, presso la Federico II.
Ha due grandi passioni: la lettura e la scrittura.
La sua opera d’esordio è “La vita degli altri”, edita da Arduino Sacco Editore.
Nel 2010 ha pubblicato l’antologia di racconti Nero n. 9 dalla casa editrice “Sogno Edizioni” (la mia recensione la potete trovare qui).

Massimo è stato così gentile da rispondere alle domande di questa intervista.


Ciao Massimo e benvenuto nel blog “il libro eterno”, ti va di presentarti ai lettori?

Ciao Ivana, ti ringrazio per lo spazio concessomi in questo blog, sei davvero molto gentile. Sono un ventenne studente di Lettere Moderne e aspirante scrittore. Ho pubblicato qualche racconto in antologia e due raccolte di racconti “La vita degli altri” (Arduino Sacco Editore) e “Nero N.9” (Sogno Edizioni). Segnalo che proprio pochi giorni fa è uscita un’antologia (365 Racconti erotici per un anno, Delos Books) che mi ospita e che ospita tra gli altri autori come: Alan D. Altieri, Danilo Arona, Gianfranco Nerozzi e tanti altri. Abito in provincia di Napoli e la mia più grande passione, prima che la scrittura, è la lettura, perché penso che per un aspirante scrittore leggere sia la cosa più importante, aiuta la maturazione dello stile. Leggo anche inediti per conto di un comitato di lettura di una casa editrice e collaboro con il “Writer’s Dream” un portale letterario(informazione editoriale, laboratori di scrittura e tanto altro) cui partecipano molti aspiranti scrittori. Poi faccio tante altre piccole cose che non hanno nulla a che vedere con la scrittura.


Sei giovanissimo e hai pubblicato racconti in varie antologie. Cosa rappresenta per te la scrittura?

Scrivere è prima di tutto un mio piacere personale. Infatti, come detto più volte, non sono uno di quegli autori che scrive ogni giorno un numero precisato di pagine. Io scrivo senza un vero e proprio metodo, ci sono giornate in cui posso buttare giù anche qualche migliaio di parole e altre di completo silenzio, figurato naturalmente, che a volte possono diventare anche settimane. Scrivo quando ne ho piacere, perché penso che un hobby, come per me al momento è la scrittura, non debba diventare una forzatura.


Vuoi parlarci della tua antologia di racconti “Nero n. 9”?

“Nero n.9” è una raccolta di nove racconti neri, slegati tra di loro, ma che hanno in comune più di quanto possa sembrare, è una discesa lenta, ma inesorabile, nelle sensazioni più turpi dell’animo umano. È un’opera molto diversa da “La vita degli altri”, la mia prima raccolta.
Il titolo è molto importante per comprendere al meglio la raccolta, il perché del “nero” naturalmente è facilmente intuibile, il “nero” è il colore che fa da sfondo alla vicende raccontate in questa raccolta, questa scelta però non coincide completamente con il noir, infatti, alcuni racconti non lo sono completamente e rappresentano una commistione di più generi, con alcune discese nel fantastico. Per quanto riguarda invece il “9” è una scelta che potrebbe sembrare unicamente legata al numero dei racconti, ma non è così.
Come ho spiegato anche nella mia post-fazione il 9 ha molti significati anche contrapposti tra di loro, giusto per far capire ai lettori cosa intendo segnalo che il 9 è considerato da alcuni come il numero del Diavolo, ma nello stesso tempo per altri(tra cui Dante) è il numero che rappresenta la massima espressione dell’amore divino, in quanto quadrato del 3.


In “Nero n. 9”, i protagonisti sono antieroi. Come mai hai scelto proprio il loro punto di vista?

Sono antieroi, perché ho sentito la necessità di esprimere anche il loro punto di vista, non che altri autori non lo facciano beninteso, spesso si hanno protagonisti perfetti, di alta levatura morale e che riflettono a lungo anche se devono spuntare la punta ad una matita. Ma l’essere umano non è così, è dominato molto più spesso dagli istinti piuttosto che dalla ragione. Perciò questi protagonisti vogliono raccontare una parte della società che a volte per paura viene nascosta. D’altra parte non bisogna nemmeno classificarli come personaggi totalmente cattivi, perché spesso si tratta di persone che si vengono a trovare in situazioni limite che non è possibile superare con uno schiocco di dita.


Quando scrivi un racconto, scrivi di getto o con una “scaletta” nella mente?

Di solito lo scrivo di getto partendo da un’idea iniziale, devo dire che però molto spesso l’idea iniziale si tramuta in corso, dando spazio a nuovi elementi o capovolgimenti che non avevo pronosticato all’inizio. La mia scrittura va molto a intuito, per certi versi può essere una cosa buona, d’altra parte ti costringe a ricontrollare molte più volte il racconto, scovando eventuali incongruenze saltate fuori dalla modifica di un passaggio o di una situazione.


Hai pubblicato i tuoi racconti con la Sogno Edizioni, come ti sei trovato con questa casa editrice?

Fino ad adesso mi sono trovato molto bene, l’editore è una persona squisita e molto competente che si sta dando comunque da fare, sono andati con un proprio stand anche alla fiera di Torino e devo dire che vedere, anche solo in foto, il mio libro esposto alla fiera mi ha fatto molto piacere. Penso che ci siano per la Sogno Edizioni grossi margini di crescita.


Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Forse, ma forse, un’altra raccolta, una sorta di fusione tra le prime due opere, con elementi de “La vita degli altri” e alcuni di “Nero N.9”. Tuttavia sto lavorando, oramai da qualche anno, a un romanzo che spero prima o poi di finire.

Ti ringrazio per lo spazio concessomi, un saluto e un ringraziamento a te, e uno anche ai lettori di questo blog.

Grazie a te Massimo, questo è il booktrailer:

Memorie dal sottosuolo - Fëdor Michajlov Dostoevskij

Contenuto

Nella prima parte, "Il sottosuolo", il protagonista racconta la sua infanzia e la formazione della personalità più nascosta (il sottosuolo per l'appunto). Nella seconda, "A proposito della neve fradicia", ripercorre alcuni episodi della sua vita dove più emerge il "sottosuolo". Segue alcuni compagni di scuola ad una cena, sfoga poi l'amarezza per le offese subite su Liza, una prostituta incontrata in una casa di tolleranza, mostrandole con durezza che cosa l'aspetta nel futuro. Dopo qualche giorno Liza ritorna da lui col desiderio di una vita pura, ma viene trattata con disprezzo e volgarità. Per umiliarla le mette in mano un biglietto da cinque rubli, che poi ritroverà sul suo tavolo quando la donna se ne sarà andata, testimonianza della grande dignità di Liza.

Recensione


Dostoevskij è stato il primo ad analizzare l’animo umano.
"Memorie dal sottosuolo" è un romanzo breve, ma è un condensato del pensiero dostoevskiano, un preludio ai romanzi che seguiranno (soprattutto Delitto e Castigo), ma è molto di più, è un'analisi fredda e spietata del genere umano.

Il sottosuolo rappresenta l’inconscio del protagonista, le sue debolezze, le sue frustrazioni, le sue nevrosi (non a caso il sottotitolo del libro è “storia di una nevrosi”).
Il protagonista è un inetto, che non è riuscito ad emergere dal suo “sottosuolo” e sfoga con le persone più deboli le sue frustrazioni.
Il romanzo è suddiviso in due parti, nella prima, "Il sottosuolo", il protagonista parla in prima persona, come in una sorta di monologo sui comportamenti umani: “La sofferenza è l’unica fonte di consapevolezza. E sebbene all’inizio io abbia ammesso che la consapevolezza è la più grande disgrazia per l’uomo, io so però che l’uomo l’ama e non la scambierebbe con nessun genere di soddisfazione”
Nella seconda parte "A proposito della neve fradicia", ripercorre alcuni episodi della sua vita. Una sera pieno di rabbia e senza soldi, si autoinvita ad una riunione di ex compagni universitari, dove viene umiliato e offeso da tutti. Dopo la cena incontra una prostituta in una casa di tolleranza, Lisa, e sfoga su di lei tutte le umiliazioni subite. Le prospetta una fine indegna e le promette di aiutarla, ma quando Lisa si presenta a casa sua col desiderio di cambiare vita, la tratta con disprezzo e volgarità, e dopo aver abusato di lei le mette in mano un biglietto da cinque rubli.
Lisa non accetta i suoi soldi e gli dimostra di essere molto più nobile di lui.

Autore:   Fëdor Michajlov Dostoevskij
ISBN-10: 880451602X
ISBN-13: 9788804516026
Editore: Arnoldo Mondadori (Nuovi Oscar classici)

sabato 12 giugno 2010

Non mordere il sole - Tanith Lee

Incipit

Il mio amico Hergal si era ucciso di nuovo. Era la quarantesima volta che andava a sbattere con il suo avioplano contro il Monumento a Zeefahr, ed era necessario fargli un corpo nuovo. E quando lo andai a trovare al Limbo, girovagai per l'eternità, prima che un robot me lo rintracciasse. Questa volta aveva la carnagione scura, era più alto d'una trentina di centimetri, con i capelli molto lunghi e i baffi, tutti di scintillanti fibre dorate, e quelle stupide ali che gli spuntavano dalle spalle e dalle caviglie.


Tanith Lee è una scrittrice inglese di romanzi e racconti di fantascienza, horror e fantasy.
Ha pubblicato oltre 70 romanzi e 250 racconti
In Italia è famosa per una serie di romanzi pubblicati negli anni 70-80 dalla case editrice Libra (diventata Perseo Libri e poi Elara S.r.l.), tra questi ricordiamo "Non mordere il sole" (Don't Bite the Sun 1976) pubblicato nel 1978.

Siamo in una città dove la morte non esiste, non ci sono le guerre, non ci sono malattie, non esiste la fame. Tutti sono curati a accuditi da robot perfetti. I ragazzi vengono chiamati jang, non hanno preoccupazione e fanno quello che vogliono: cambiare il proprio corpo o il proprio sesso con un suicidio, avere rapporti con tutti quelli del proprio circolo (basta sposarsi, ma il matrimonio può durare poche ore), un vero e proprio paradiso.
Ma non per tutti…
La protagonista (senza nome) è una giovane jang che cambia spesso il proprio corpo, non gli va mai bene niente, si sposa spesso e non ha affetti, vive la propria esistenza tra mille inquietudini, insieme ai suoi compagni, ma è infelice perchè si rende conto che non è “vita”…



"persino la morte non era permessa, era soltanto un corpo nuovo, o un lungo riposo che oscurava la mente, dopo di che il ciclo ricominciava ancora, quando sono stati cancellati tutti i ricordi del passato....."


“Non mordere il sole” non è il classico romanzo di fantascienza, dove ci sono guerre o spargimenti di sangue in un futuro di robot e astronavi, è un romanzo introspettivo, scritto in prima persona con la descrizione delle emozioni della protagonista, le sue frustrazioni, le sue ribellioni, la sua l’infelicità nonostante il benessere, e il suo desiderio di un figlio, per amare qualcuno…
Un altro personaggio importante è Hatta, uno jang innamorato della protagonista, e non corrisposto a causa del suo corpo orribile (due teste, tre gambe, quattro occhi), lei ama solo l'involucro esterno dei suoi compagni, lui ama la sua anima...
Mi ha davvero emozionato, è un romanzo molto poetico, scritto davvero bene e con una splendida descrizione dei personaggi e del mondo che li circonda.
L’unico problema è la difficilissima reperibilità (magari nelle bancarelle dell’usato)
Esiste anche il seguito “Vino di zaffiro”

giovedì 10 giugno 2010

“Il Libro Eterno” intervista: Ilaria Giannini

Ilaria Giannini, nata a Pietrasanta (Lucca) vive e lavora a Firenze come giornalista.
Ha pubblicato racconti nelle antologie di Edizoni ETS, Giulio Perrone Editore e Las Vegas Edizioni.
Raccoglie poesie e racconti brevi nel suo blog
Nel 2009 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio “Facciamo finta che sia per sempre”, edito dalla Intermezzi Editore (la mia recensione la trovate: qui)



Ilaria è stata così gentile da rispondere alle domande di questa intervista.


Ciao Ilaria e benvenuta nel blog “il libro eterno”, ti va di presentarti ai lettori?

Ciao Ivana, grazie per l'ospitalità. Sono nata ventotto anni fa in Versilia, adesso vivo a Firenze, dove lavoro come giornalista. Ho pubblicato diversi racconti in antologie e ho esordito lo scorso anno con il romanzo “Facciamo finta che sia per sempre”. Il modo migliore per conoscermi è leggere il mio blog: traccenellarete.splinder.com


Sei una giornalista e scrittrice, com’è nata la tua passione per la scrittura?

Ho imparato a leggere a quattro anni e da allora ho maturato un'insana passione per i libri. Questo mi ha portata naturalmente a scrivere, dapprima poesie, poi all'università ho iniziato a cimentarmi con la narrativa. Studiavo Scienze politiche e lavoravo per mantenermi: mi sentivo frustrata così mi sono rifugiata nell'unica cosa che mi facesse sentire me stessa, la scrittura. In seguito ho cercato di farne una professione e sono approdata al giornalismo.


Vuoi parlarci del tuo romanzo?

“Facciamo finta che sia per sempre” è un romanzo di formazione sentimentale, una ricerca della propria identità attraverso le relazioni. Nicole, Paolo, Martina e Stefano rincorrono – ognuno a suo modo – l'ideale del “grande amore”, sperando che questo riesca finalmente a renderli felici, a dare un senso alla propria vita: una sorta di panacea per tutti i mali e le contraddizioni che si portano dentro.


“Facciamo finta che sia per sempre” è un romanzo introspettivo; viene analizzato il punto di vista di ogni personaggio con l’uso della prima persona.
Di solito i romanzi in prima persona sono la proiezione del vissuto dell’autore, quanto c’è di te nella storia?

La scrittura, per come la concepisco io, è un rielaborare i propri traumi, il proprio vissuto, uscendo da se stessi: una ricerca di un significato universale, di sentimenti e pensieri che tutti abbiamo provato. Per questo a livello biografico non c'è niente di me nel romanzo, la trama è pura invenzione. Di sicuro nel libro ci sono le mie emozioni e i miei lati oscuri, ci sono comportamenti e modi di concepire l'amore che ho vissuto o ho visto accadere alle persone che mi sono state vicine.

Hai pubblicato il tuo romanzo con la Intermezzi Editore, come ti sei trovata con questa casa editrice?

Molto bene: sono una piccola realtà ma lavorano seriamente, sono pieni di idee per la promozione, di entusiasmo e sono molto onesti con i loro autori. Oltre a non chiedere alcun contributo per la pubblicazione e a pagare i diritti d'autore – un lato che può apparire scontato ma che purtroppo è quasi un'eccezione – organizzano presentazioni, incontri, e fanno il possibile per pubblicizzare i loro libri.

 
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho appena finito il secondo romanzo, “I provinciali”: una settimana di vita di una famiglia in un borgo della Versilia, alle prese con la morte della nonna e con i loro conflitti. Sto iniziando la mia terza creatura, “Quanto è lontano il mare”, e sto preparando insieme ad altri scrittori, editor e appassionati di letteratura la seconda edizione del festival ULTRA, che si terrà a Firenze a settembre e cui siete tutti invitati.


 Grazie Ilaria, Per chi volesse approfondire, sul sito http://www.intermezzieditore.it/ è possibile leggere un’anteprima del romanzo.

Questo è il booktrailer.

Recensione - Poker di Glauco Silvestri

Genere: Horror
Numero Pagine: 44
Anno: 2008/2009

Poker raccoglie tutto quanto e lo pone attorno al tavolo verde. Ogni giocatore deve valutare le proprie carte e mettere in gioco ciò che ha di più caro. Una partita che rappresenta la vita stessa. Dove solo uno può vincere e in cui gli sconfitti sono costretti a vagare con il marchio del rifiuto impresso sul proprio corpo.


Questo racconto fa parte di un'antologia di racconti horror ambientati a Bologna. Ogni racconto ha un tema diverso, in "Poker" i protagonisti sono zombie.

Introduzione
Nella religione vuduista gli zombie sono “individui a cui viene somministrata una droga che induce uno stato simile alla morte, e che uno stregone riesuma per metterli al proprio servizio”, veri e propri schiavi, come nel film “L’isola degli zombies con Bela Lugosi, che viene considerato il primo film su gli zombie.
Nel 1968, con il film “la notte dei morti viventi” di George Romero, la figura degli zombie cambia, da individui resi schiavi da una droga, diventano delle "creature morte che continuano a camminare, senza più volontà, spinti solo dalla fame innaturale di carne umana”.
E’ l’inizio di un nuovo genere, che ispirerà libri, film, fumetti, musica, ecc.

Trama
Bologna, Giovanni fa parte della Necro, una unità speciale che deve eliminare i "morti viventi", individui tornati in vita grazie ad un batterio che ha infettato tutti gli organismi viventi.
La sua pattuglia è di turno alla "Bisca", un cimitero famoso per le partite a poker fra "non-morti".
Giovanni è stanco di questa vita, da quando i non-morti hanno riacquistato i ricordi della vita passata, gli sembra ingiusto eliminarli e vorrebbe lasciarli in pace. Ma deve obbedire agli ordini.
Alla "Bisca" i quattro giocatori sono inquieti, si aspettano un agguato da quelli della Necro, e dubbi e domande li assillano...e se il batterio che li ha resi non-morti avesse bisogno di carne umana per rigenerare il corpo e farli tornare quelli di una volta?
Inizia lo scontro, e gli esiti sono drammatici...

Commento
Ho letto con piacere il racconto di Glauco Silvestri.
Non è una storia banale, anzi, per certi versi è molto ironica, soprattutto quando parla di zombie che vogliono fondare un partito politico per i diritti dei non-morti o che si sarebbero candidati per un seggio in Parlamento. In Italia tutto è possibile...
Una lettura consigliata

La cinquina del Premio Strega 2010


Silvia Avallone con “Acciaio

Paolo Sorrentino con “Hanno tutti ragione

Antonio Pennacchi con “Canale Mussolini

Matteo Nucci con “Sono comuni le cose degli amici

Lorenzo Pavolini con “Accanto alla tigre

Chi vincerà???

mercoledì 9 giugno 2010

Il club dei mestieri stravaganti - Gilbert Keith Chesterton

Introduzione

Gilbert Keith Chesterton è stato un autore prolifico, ha scritto numerosi saggi e racconti, ma viene ricordato solo per le storie dedicate a Padre Brown.
Grazie alla newton & compton; ho scoperto un'antologia di racconti meno famosa, ma degna di nota, "il club dei mestieri stravaganti".

Trama

Londra, inizio novecento.
Basil Grant è un ex giudice che vive in una soffitta e ha la testa sempre fra le nuvole, spesso viene coinvolto in casi polizieschi da risolvere.
Il suo metodo investigativo è molto inconsueto, utilizza solo l'intuito, al contrario del suo rivale Sherlock Holmes che utilizza la logica e i fatti.

"i fatti [...], i fatti come fatti nascondono la verità. Io posso essere uno sciocco - e in realtà sono un pò squilibrato - ma non ho mai creduto a... - come si chiama il protagonista di quelle clamorose vicende? Sherlock Holmes. Ogni particolare ci conduce a qualcosa, certo; ma quasi sempre ci conduce alla cosa sbagliata."

I crimini commessi hanno un elemento in comune, sono legati all'eccentrico "club dei mestieri stravaganti", un'associazione a scopo di lucro, che ha come unico fine l'invenzione di nuovi mestieri.
Ma i casi che deve affrontare sono tutti paradossali...


Sono racconti molto ironici, una vera presa in giro del genere poliziesco.
Mi sono davvero divertita, perchè all'inizio di ogni racconto sembra di assistere a una vera tragedia, omicidi, rapimenti, pazzie e poi...(dovete scoprirlo voi).
L'unico problema è che un libro difficilmente reperibile.
In ogni caso ve lo consiglio, da leggere tutto d'un fiato

Autore:  Gilbert Keith Chesterton
ISBN-10: 8881833018
ISBN-13: 9788881833016
Editore: Newton & Compton

domenica 6 giugno 2010

Nero n. 9 - Massimo Jr D’Auria

Nota di copertina:

9 racconti.
9 storie slegate
dove il 9 non è solo un numero e
dove il nero si tinge di rosso sangue.
I protagonisti sono avvinti in una spirale
senza uscita.
Nessuna quiete.
Nessun paradiso per loro.
Solo la dannazione è dietro l'angolo.
Tutto questo è:
Nero N.9



Ho letto con piacere, questa antologia di racconti di Massimo Jr D’Auria, un autore giovanissimo che ho scoperto per caso sul social network “anobii”.
Mi è piaciuto il booktrailer e mi ha incuriosito il titolo: Nero n. 9

Nero come le storie raccontate dal punto di vista criminale, con un antieroe come protagonista.

9 come un numero che ricorre spesso nella mitologia, nella religione, nella letteratura, nella biologia e nell'occulto; Le muse dell'arte erano 9, nel cristianesimo il 9 rappresentava il miracolo, in quanto 3 al quadrato, il simbolo della trinità, nella Vita Nova, Dante identificava nel numero 9 la massima espressione dell'amore divino, 9 sono i mesi di gestazione per il genere umano, per gli occultisti invece, rappresenta il 6 al contrario ovvero il numero della “bestia” (666),

nell'antologia di racconti, rappresenta 9 storie di ordinaria follia...

Le storie sono ambientate a Napoli, al tempo d’oggi, i personaggi principali sono persone comuni, che in un attimo di follia o con premeditazione, diventano spietati assassini.

Ogni racconto narra il punto di vista del protagonista, cercando di capire le motivazioni del suo gesto.
I temi sono tutti attuali, uomini mediocri che sfogano la propria frustrazione picchiando le proprie compagne (Artisti), uomini esasperati che non sopportano gli sguardi di accusa delle persone vicine (questione di sguardi), vendette per i torti subiti (L’indegno - Tutta colpa sua – Io, Puttana – Predestinazione), persone ingenue che si lasciano influenzare da maghi ciarlatani (Lettere al mago Gesuele), autodifesa (Vita Nuova), desiderio di libertà (Caos)

Sono le storie che riempiono i giornali di cronaca nera.

Commento

L’antologia mi è piaciuta, certo ho preferito alcuni racconti ad altri, ma è un buon lavoro, e merita di essere letto.

la mia top 3:
Tutta colpa sua, scritto davvero bene e con un finale a sorpresa
Questione di sguardi, un'analisi lucida della follia umana, tra i più drammatici
Vita Nuova, veramente carino, la seconda parte inaspettata

ultimo posto:
L'indegno, più che altro ho trovato il finale prevedibile

L'autore:
Massimo Junior D’Auria nasce il 6/11/1989 a Napoli, ma risiede a Casavatore(NA) da diversi anni. Ha conseguito il diploma di Liceo Scientifico nell’anno 2007/2008 e adesso frequenta la facoltà di lettere della Federico II di Napoli, nella fattispecie il corso di laurea in lettere moderne.

I suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie tra cui:
Giulio Perrone Editore [ira, superbia, accidia (nella serie dei sette vizi capitali), in treno];
9muse.net (Amore 2.0 - amori liquidi e ipertecnologici);
Delos Books (365 racconti erotici per un anno, non ancora pubblicato, in quanto sono ancora in corso le selezioni).
In più a inizio giugno 2009 ha pubblicato la prima raccolta di racconti, intitolata “La vita degli altri” edita da Arduino Sacco editore.

ISBN-10: 8896746027
ISBN-13: 9788896746028
Editore: Sogno Edizioni
il booktrailer dell'antologia

venerdì 4 giugno 2010

Il Vampiro - John William Polidori

Introduzione

Ginevra. Giugno 1816.
Il grande poeta inglese, Lord Byron, invita nella splendida Villa Diodati, alcuni amici intellettuali; tra cui il poeta Percy Shelley accompagnato dall’amante (e futura moglie) Mary Wollstonecraft Goldwin, la sua ex amante Claire Clairmont (sorellastra di Mary) e il segretario personale John William Polidori.
Una sera, dopo aver letto alcune storie dell’antologia tedesca “Fantasmagoriana, Lord Byron propone di scrivere ciascuno una storia di fantasmi, la proposta viene accettata e iniziano la stesura delle opere, ma alla fine soltanto due ospiti prendono sul serio la sfida.
La prima è l’amante di Percy Shelley, Mary, che avrebbe pubblicato con il nome di Mary Shelley, un romanzo considerato il capostipite del genere fantascientifico: Frankenstein ovvero il prometeo moderno.
Il secondo è John William Polidori che ispirato dalla figura di Lord Byron, avrebbe pubblicato un racconto dal titolo “il vampiro”.

Trama

Il giovane Aubrey incontra ad un ricevimento il misterioso Lord Ruthven, un aristocratico dai modi stravaganti, che incanta le persone, con le sue doti da conversatore e il suo sguardo magnetico.
Aubrey è affascinato dai modi del nobiluomo (che immagina come un eroe da romanzo), e dopo aver attirato la sua attenzione, diventa suo amico e parte con lui per l’Europa.
Durante il viaggio, scopre con dispiacere, che l’aristocratico si diverte a rovinare la reputazione delle giovani donne di buona famiglia, e a gettare sul lastrico, sul tavolo da gioco, i giovani principianti avventati e i padri di famiglia, senza tradire la minima emozione.
Dopo aver tentato di corrompere l’ennesima brava ragazza,, Aubrey lo abbandona e parte per la Grecia.
Ad Atene, s’innamora di una ragazza del posto, Iante, e scopre che la gente crede ancora nelle leggende dei vampiri e che secondo loro è pericoloso girare per le vie dal paese dopo il tramonto; ovviamente non crede a queste superstizioni, ma una sera al ritorno da una escursione trova la sua innamorata morta, in circostanze misteriose (con strani segni sul collo).
Aubrey ha una febbre violentissima, ma viene soccorso inaspettatamente da Lord Ruthven, che si trova ad Atene.
Quando riprende conoscenza è sorpreso di trovare Lord Ruthven al suo fianco, premuroso e gentile, sembra un altro uomo, Aubrey decide di continuare a visitare la Grecia con lui.
Un giorno vengono assaliti dai briganti, e Lord Ruthven viene ferito gravemente.
Prima di morire impegna Aubrey in uno strano giuramento.

“«giura su ciò che hai di più sacro, su ciò che temi, giura che per un anno e per un giorno non rivelerai in alcun modo ad alcun essere ciò che sai dei miei misfatti o della mia morte, qualunque cosa accada o qualunque cosa tu possa vedere.» Gli occhi sembravano uscirli dalle orbite. «Lo giuro!», disse Aubrey. Lord Ruthven si lasciò cadere ridendo sul guanciale e smise di respirare. “


Alcuni mesi dopo, ad un ricevimento di corte, Aubrey ritrova Lord Ruthven, vivo e vegeto, che gli ricorda di tener fede al suo giuramento...

Recensione

Quando si parla di vampiri si pensa sempre a “Dracula”, ma “Il vampiro” di Polidori è stato il precursore dei vampiri moderni. Non è un contadino tornato in vita per vendicarsi dei familiari e amici (come nelle leggende dell’epoca), ma è un aristocratico che frequenta il bel mondo, ed è dotato di un fascino perverso che attira le fanciulle più virtuose e i giovani ingenui, trascinandoli in disgrazia.
Lo stesso fascino del suo ispiratore, Lord Byron, bello e maledetto…

Autore: John William Polidori
ISBN-10: 8876925856
ISBN-13: 9788876925856
Editore: Studio Tesi



biografia Polidori
biografia Lord Byron
film ispirato alla vicenda di Villa Diodati: Gothic

mercoledì 2 giugno 2010

I Viceré - Federico De Roberto


Contenuto

Con "I Viceré" De Roberto raggiunge la pienezza e la forza espressiva del capolavoro. In questo romanzo storico, paragonabile per impianto e grandezza a "I Buddenbrook" di Thomas Mann, l'autore crea un equilibrio perfetto fra la rappresentazione del "decadimento fisico e morale d'una stirpe esausta" e le vicende dell'unificazione italiana. Il libro racconta la saga di una grande famiglia aristocratica siciliana di ascendenza spagnola, gli Uzeda. A partire dalla fatidica morte della capostipite, le vicende familiari si dipanano sullo sfondo di una Sicilia feudale e borbonica; e d'altra parte, la storia della Sicilia e dell'Italia entra, a poco a poco ma inarrestabile, nel recinto familiare.

Commento

Di solito quando parliamo di “verismo” in Italia, pensiamo subito alle opere di Giovanni Verga, come "i malavoglia" o "mastro don Gesualdo", ma anche il romanzo “I Vicerè” di Federico De Roberto merita un posto d’onore. Ambientato tra il risorgimento e l'unificazione (tra il 1850 e il 1882), la saga della famiglia Uzeda di Francalanza, ultimi discendenti dei Viceré spagnoli, personaggi corrotti e meschini, che si odiano l’uno con l’altro, rappresenta uno spaccato della società del tempo. Ci sono degli episodi indimenticabili, come il discorso di Consalvo al comizio elettorale, dove parla per ore senza dir niente (mi ricorda certi discorsi elettorali dei nostri giorni)… o come il discorso finale alla zia Ferdinanda..
... Noi siamo troppo volubili e troppo cocciuti ad un tempo. Guardiamo la zia Chiara, prima capace di morire piuttosto che di sposare il marchese, poi un'anima in due corpi con lui, poi in guerra ad oltranza. Guardiamo la zia Lucrezia che, viceversa, fece pazzie per sposare Giulente, poi lo disprezzò come un servo, e adesso è tutta una cosa con lui, fino al punto di far la guerra a me e di spingerlo al ridicolo del fiasco elettorale! Io stesso, il giorno che mi proposi di mutar vita, non vissi se non per prepararmi alla nuova. Ma la storia della nostra famiglia è piena di simili conversioni repentine, di simili ostinazioni nel bene e nel male... Io farei veramente divertire Vostra Eccellenza, scrivendole tutta la cronaca contemporanea con lo stile degli antichi autori: Vostra Eccellenza riconoscerebbe subito che il suo giudizio non è esatto. No, la nostra razza non è degenerata: è sempre la stessa.
Titolo: I viceré. Ediz. integrale
Autore: Federico De Roberto
Editore: Newton Compton
Data di Pubblicazione: 2010
ISBN: 9788854119079